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Il significato esoterico della Pasqua

La Pesach (parola ebraica tradotta in italiano con “passaggio“) celebra la resurrezione ma, già prima del cristianesimo, in questa festività – che è l’unica che, come reminiscenza dei tempi in cui si celebravano culti legati a divinità femminili, ancora si calcola con l’antico metodo del calendario lunare (la prima domenica dopo il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera) – si celebrava la resurrezione della natura dopo l’inverno.

Gli elementi ricorrenti, oggi come allora, sono le uova come simbolo di vita.

L’uovo simboleggia la rinascita ed era, quindi, oggetto magico e funerario per eccellenza. La morte non era mai la fine, ma sempre parte di un ciclo (come racconto qui). L’uso dell’uovo di struzzo a tale scopo era diffuso in Egitto, in Asia  e nelle necropoli dei paesi del Mediterraneo: Cipro, Rodi, Creta, Grecia, Etruria, Sicilia,  Cartagine, Spagna e in Sardegna dove sono state ritrovate uova di struzzo decorate del VII secolo a. C. e conservate al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari (foto in alto).

L’uovo era anticamente simbolo della Dea anche perché associato alla Dea uccello (come racconta Marija Gimbutas ne Il linguaggio della Dea).  La ciclicità con cui gli uccelli migratori andavano e tornavano negli stessi luoghi si associava alla ciclicità femminile, così palesemente connessa alla ciclicità del moto lunare, degli astri in genere e della Natura, col suo alternarsi delle stagioni e del continuo morire e rigenerarsi.

In Sardegna continuano a prodursi pani rituali decorati con una minuziosa manodopera e che racchiudono un uovo. Sono le tracce degli antichi culti.

Questa celebrazione della ciclica morte e rinascita ogni anno si ritrova nei riti di Osiride, Tammuz/Dumuzi, Baal, sino a Gesù che nasce ogni Natale, muore e risorge in Primavera, a Pasqua, appunto. In ognuno di questi riti c’è una donna al centro per celebrarli. Iside, Ishtar, Inanna, Astarte, ma anche Demetra/Cerere e Persefone/Proserpina.

Nel caso di Gesù è Maria Maddalena che, secondo le scritture su cui si basa la religione cristiana e anche quelle che sono state volutamente e pretestuosamente escluse, è l’eletta a ricevere e diffondere il messaggio della resurrezione, depositaria del messaggio centrale che si celebra questo giorno e su cui si fonda il cristianesimo. Essendo una donna è stata poi oggetto della devastante campagna di annientamento della sacralità femminile ed è stata denigrata e ricordata (al solo scopo di diffamarla) come una prostituta.

Qualunque sia la nostra credenza, la pasqua segna, sul piano esoterico, un periodo in cui celebriamo il trionfo della luce sul buio e sulla morte, un momento di pulizia e di rinnovamento, un momento per aprire le finestre e lasciare che il vento attraversi la nostra casa (anche quella interiore), ripulendola delle influenze prolungate dell’inverno. Non è un caso che tradizionalmente permanga in molti luoghi l’abitudine di fare le “pulizie pasquali” nella propria casa.

Non dimentichiamoci la casa interiore. Questo è il momento per la pulizia ed il rinnovamento della propria psiche e per portare equilibrio nella propria vita. Questo è il momento in cui l’energia vitale, dopo essere stata in incubazione e all’ombra nell’oscurità della “materia” invernale, risorge e passa ad una nuova vita lasciando che tutto il potenziale fiorisca in un’esplosione di vitalità. È la Natura che risorge: è la primavera dell’Essere che si evolve per un nuovo ciclo. Per questo motivo il significato della Pasqua simboleggia l’atto di far fiorire e manifestare ciò che è stato seminato e nutrito, ovvero lavorare consapevolmente su di noi a lasciar andare via il passato, morire ad esso, per risorgere ad una nuova vita piena di nuove opportunità.

 

(Nella foto a lato, pani pasquali della tradizione sarda, realizzazione di Claudia Casu – Sardegna Cooking Studio)

 

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