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I POZZI SACRI E IL DIVINO FEMMINILE ALL’ORIGINE DELLA SCIENZA

Che legame c’è tra i pozzi sacri della preistoria e i culti delle divinità femminili? Qual è il legame tra la Luna e i pozzi così lungamente tramandato da antiche leggende? Arnold Lebeuf, professore ordinario di Storia delle Religioni a Cracovia, partendo dall’analisi del pozzo a cui ha dedicato il saggio “Il Pozzo di Santa Cristina. Un osservatorio lunare” (ed. Tilan Tlapalan) ha affermato e dimostrato che dallo studio di questo pozzo si può dedurre non solo come si svolgessero i culti femminili delle acque, ma anche che l’astronomia e la scienza in genere siano un’invenzione femminile.

Lo ha raccontato nell‘intervista che è stata poi citata in un saggio sul culto delle acque dal Professo Eugenio Lazzari, della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Cagliari.

Le sirene, la Melusina, lo specchio, il serpente sono tutti archetipi legati alla donna e al suo rapporto misterioso, simbolico ed esoterico rispetto alla sfera del divino e dello spirituale. Lebeuf lo racconta partendo dal Pozzo Sacro di Santa Cristina di Paulilatino, in Sardegna che in questa intervista spiega in esclusiva come, con la sua perfezione architettonica che crea giochi di luce ipnotici degni della migliore arte ottica, sia capace di svelare i dettagli degli antichi culti femminili, dell’origine del pensiero scientifico che, secondo la sua ricostruzione sarebbe da ricercare proprio in questi culti e nel Sapere femminile.

I pozzi sacri raccontano qualcosa di straordinario, rivelazioni capaci di riscrivere completamente la storia. Il pozzo di Santa Cristina è uno sbalorditivo e misterioso tempio della sacralità femminile di 3 mila anni fa, in cui, agli equinozi e lunistizi, si registrano spettacolari fenomeni ottici degni della migliore Op Art che lo fanno qualificare come un monumentale strumento di misurazione astronomica. Secondo i suoi calcoli, il sito non sarebbe dunque semplicemente un luogo rituale, ma un autentico strumento scientifico, un osservatorio. Qualcosa di enormemente più sofisticato e complesso rispetto al semplice orientamento solare dei templi o delle chiese perché sarebbe stato costruito per scrutare in maniera accurata i moti celesti e permettere, tra le altre cose, anche la previsione delle eclissi.

Questo luogo, che mi piace definire cattedrale della Dea Madre visto che la sua spettacolarità me lo fa immaginare come un punto di riferimento spirituale della preistoria, ha un insegnamento da darci.

La storia che custodisce è talmente potente che non può che risvegliare una consapevolezza che non siamo solo materia e che ciò che chiamiamo spirito è connesso con una regalità individuale così piena che, quando la cultura sociale la riconosceva, la celebrava. Celebravano l’unione del proprio Sé divino con la Natura, gli astri e il Tutto con cui abbiamo un indissolubile legame. Questi studi e questa osservazione ha il potere di risvegliare la consapevolezza della propria natura divina. che in noi c’è una parte sacra che va celebrata e glorificata così come i popoli antichi erano in uso fare.

Quello che in certa letteratura si chiama, più semplicemente, il risveglio della Dea.

 

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I Percorsi della Dea inaugura il suo ciclo di incontri I Dialoghi con la Dea proprio con chi ha dedicato uno studio approfondito a questo tempio di 3 mila anni fa. Arnold Lebeuf sarà ospite del primo di questi incontri conviviali in cui, attorno a un tavolo o seduti in giardino, durante una cena o un aperitivo, si potrà liberamente dialogare con l’ospite d’onore, una persona che con i suoi studi ha approfondito tematiche connesse alla Storia della Sacralità Femminile.

La partecipazione è su invito e a numero chiuso. Info nella pagina eventi. Per ricevere tutti gli inviti in anteprima, ci si può iscrivere alla newsletter in fondo alla home page.

 

 

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